• Letteratura Capracottese

Cronachette di Capracotta


Panorama della Maiella dalla villa comunale di Capracotta (foto: M. Colli).

Capracotta, 20 luglio.

Finalmente è sbocciata, gioiosa e briosa, la Primavera. Era ora. Questa invasione nella nostra graziosa cittadina di "papaveri" e di "garofani rossi" ha sorpreso un po' tutti i suoi gravi e bravi montanari perché ci eravamo in verità rassegnati a toccare il prossimo inverno senza alcuna pausa primaverile o estiva tanto il tempo quest'anno ci ha tradito.

Quanti papaveri, quanti garofani rossi in Capracotta! Tanti, tanti, tanti... Abbiamo pertanto avuto occasione di conoscere il deputato comunista onorevole Amiconi, presentato dall'amico Giulietto Tedeschi, da quel Giulietto Tedeschi ormai noto come l'acqua santa dei comunisti molisani, un'acqua santa con i baffi, anzi con i baffoni perché Tedeschi d'Isernia oltre che per acqua santa è rinomato per i suoi baffi ormai in contrasto (i baffi) con i più avanzati principi suoi (dell'amico d'Isernia). Ma tant'è... Che ci possiamo fare se il nostro Giulietto, essendo ancora un uomo libero, liberamente si porta e si comporta?

La cronaca a un certo punto dice: poi la comitiva con in testa il sempre sorridente Amiconi, si mosse per Prato Gentile per consumarvi la prevista colazione. Anche questa fu consumata con ordine e disciplina.

Lucio Venditti, Pasqualino Mendozzi, Ugo Ianiro e Antonio Policella non sono solo dei classici del tresette, delle pallette, delle scope e degli scoponi più o meno scientifici, del turismo di varia classe o di altre cose del genere, ma sono anche dei rinomati sportivi trasportatori di mobili. Ma, a onore del vero, bisogna precisare che questo sport faticoso esercitano volentieri, solo però in conto e a carico di amici disposti a pagare una cenetta. Questa volta la vittima, vale a dire l'amico disposto a pagare la cenetta, è il... sottoscritto, che in verità ancora salda il debito perché ha sempre una strana sensazione di insolito brivido al semplice pensiero dei sopracitati quattro classici forchettoni. Faranno i bravi? Mah... Staremo a vedere.

La fiera e la festa in onore di san Sebastiano si sono svolte secondo il prestabilito programma e con larga partecipazione di forestieri. Peccato però che il cattivo tempo abbia dovuto disturbare sia la fiera che le manifestazioni in programma.

Gustavo Conti da Capracotta ci ha pregato di precisare, in risposta a Peppino Ruggieri, il noto Gierre, che per lui (per Gustavo), vi è una bella differenza fra l'arte pura e quella impura, fra il sacro e il profano, fra la danza classica o folkloristica o tradizionale e le gambe più o meno perfette, i promotori più o meno audaci, le insenature più o meno nascoste dalle donnine più o meno belle che alle sopradette danze muovono con disinvoltura i loro piedini più o meno agili, più o meno profumati. Egli (Gustavo) è senz'altro per l'arte pura, per il sacro, per la danza classica o folkloristica o tradizionale come tale.

Così fu in verità a Montedimezzo. Possiamo dire altrettanto di Peppino Ruggieri da Pescolanciano? È pure egli per parte pura, per il sacro, per la danza come tale? O non più tosto per l'incontrario?

Estate di San Martino

Questa bella "vista" del fotoreporter Colli è stata presa in questi giorni di desiderata estate di San Martino dalla Villa Comunale di Capracotta, recentemente ripulita e definitivamente sistemata.

La "vista" è veramente interessante: lontano le Mainarde già in abiti invernali; più in qua la montagna (a forma di triangolo) di Roccaraso; giù il Sangro e la sua valle pittoresca nascosta di fitta nebbia.

Sembra, a vedere questa fotografia, che abbia ragione quel nostro amico capracottese quando afferma che noi quassù siamo più vicini al cielo che alla terra...


Durante Antonarelli

Fonte: D. Antonarelli, Cronachette di Capracotta, in «Momento-Sera», Roma, 21 luglio 1953.

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