• Letteratura Capracottese

I figli miei e i figli tuoi


Il rione S. Antonio agli inizi del XX secolo.

La storia che mi accingo a raccontarVi - i discendenti lo giurano - è vera, talmente vera da aver dato vita a un mantra, a una di quelle freddure che a Capracotta vengono ricacciate quando la situazione lo permette. I protagonisti di questo esilarante racconto sono Giovanni Di Luozzo e Teresa Carnevale, detta Senèlla, sposatisi in seconde nozze nel 1934.

Il fatto è che entrambi, prima di convolare a nozze, erano già stati sposati ma, dopo aver avuto figli, avevano purtroppo perduto i rispettivi coniugi. Giovanni aveva infatti tre ragazzi, Luigi, Paolo e Maria (Mariétta), quando sposò Teresa. Teresa aveva invece due figli, Edmondo (Mondìne) e Giovanni (Papacchétta), quando sposò il suo di Giovanni. La loro casa, piuttosto gremita, diventò ancor più affollata quando i coniugi Di Luozzo misero al mondo altri due figli, Lucia (detta Ciétta) ed Antonio, nati dalla loro unione e per questo fratellastri dei cinque ragazzi avuti nei precedenti matrimoni.

Per i vedovi, sia maschi che femmine, risposarsi era innanzitutto una necessità. Gli uomini che non avevano più la moglie non potevano badare alla prole perché spesso facevano lavori pesanti che li tenevano lontani dall'alba al tramonto. Le donne che avevano perduto il marito, d'altronde, non avevano più una fonte di reddito sicura e quindi un secondo matrimonio era quasi obbligatorio se non volevano rischiare di morir di fame con tutta la figliolanza.

Giovanni e Teresa abitavano nel rione S. Antonio, su via S. Maria di Loreto, in una casa dignitosa e antica, esattamente dietro all'odierna stazione di servizio di Mario Di Lullo (Cannóne). Gli anni passavano e nell'ingarbugliata ma allegra famiglia Di Luozzo non mancavano, come in tutte le case, le baruffe, dovute soprattutto alla normale escandescenza dei sette giovani fratellastri.

Un bel giorno Teresa sentì delle urla giungere dal retro e, non appena si affacciò alla finestra per vedere cosa stesse accadendo, vide una schiera di ragazzi accapigliarsi con furia, e strepiti e imprecazioni e botte da orbi. Teresa capì subito chi erano i rissosi. Vide Edmondo litigare con Paolo, Lucia che sbraitava contro Maria, Luigi bisticciare con Giovanni e, rivolta a suo marito che proprio allora stava rientrando a casa, gridò:

Giuvà, re figlie mié e re figlie tié stieàne menànne re figlie nuósctre! (Giova', i figli miei e i figli tuoi stanno picchiando i figli nostri!).


Francesco Mendozzi

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