La Fonte Agro-silvo-pastorale
- Letteratura Capracottese
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La nuova fonte si trova subito a destra dopo l'entrata al Giardino della Flora appeninica di Capracotta ed è certamente "multietnica", per le pietre e gli oggetti che la compongono. Realizzata tra il luglio e l'agosto del 2025 dal sottoscritto e da Michele Monaco, la fonte è ricca di pietre di diversa provenienza.
Alcune provengono da una casa diruta (dopo aver chiesto il permesso a Gaetano Sciulli) situata dietro l'ex Bar Taccone. Altre pietre provengono dalla casa-stalla di mastro Enrico, buonanima, abitazione nella quale, in tempo di guerra, faceva servizio Cesira "la 'Ammara", madre del dott. Aldo Trotta, la quale ha fatto nascere molti bambini. Una bella pietra è stata invece fornita dall'idraulico Lucio Paglione durante i suoi lavori. Una chianca, utilizzata un tempo come scalino, ci è stata donata da Emilio De Renzis (mio compare di battesimo). Ovviamente, non sono mancate le pietre fornite dal Giardino stesso.
Per realizzare le miniature di Monte Campo e di Monte Ciglione, le piccole pietre, tutte squadrate, ci sono state fornite da Luciano Lubrano, ex portiere di calcio di San Pietro Avellana.
La fonte presenta pietre provenienti anche da fuori regione. Il bacile di raccolta delle acque proviene da Mentana, il rubinetto della fonte da Roma e il lavandino, in cui si possono dissetare gli animali, da Palombara Sabina, sempre in provincia di Roma.
Agnone ci ha fornito il tubo, mentre gli idraulici Giancarlo Santilli e Dario Carnevale i raccordi ed alcune informazioni tecniche. I coppi provengono dal tetto di Nocente - che durante il ventennio fascista pagò la tassa sul celibato - il quale, insieme a mastro Quirino e mastro Donatuccio, aveva messo su una ditta chiamata "La Disperata".
Tutto quel che non è stato menzionato è stato fornito dal sottoscritto e da Michele Monaco.
Ad opera finita, dovevamp trovare un nome da dare alla bella fonte costruita con tanta dedizione, così, riunita la commissione, abbiamo deciso di chiamarla Fonte Agro-silvo-pastorale, tenendo conto delle origini di Capracotta. Sono infatti raffigurati sulla fonte tre simboli: il pedènde (bidente), a rappresentare i contadini, la zéppa (cuneo), simbolo dei boscaioli, ed un fruciàle (nasiera), che gli allevatori mettevano ai buoi per arare i campi.
Il tutto a costo zero, mettendo in pratica l'aiuto "sospeso".
Lucio Carnevale


