Mio Signore
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Ti ringrazio ancora mio Signore
per avermi pur'oggi
restituito a nuovo giorno:
palpebre appena
socchiuse dal risveglio,
pupille ammirate
ad alba nascente,
udito in ascolto
a garrito di rondini
ed a canto di allodole,
olfatto inebriato
d'odore d'erba
brillante di rugiada,
aria pulita
del primo mattino,
corpo ancor pigro
che si desta
ai rumori del mondo,
cielo terso ed azzurro
disteso su volta infinita.
Tutto mi parla di te
e mi dice ch'esisti:
non so dove
ma mi dice ch'esisti,
ch'esisti o mio Signore!
Ugo D'Onofrio


