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Monte S. Onofrio e il piano di Capracotta


Il Monte Formoso in una cartolina d'epoca.

Monte S. Onofrio

Agnone, provincia di Campobasso, 4 settembre 1901.

Siamo in otto: Salvatore Piccoli e i suoi 2 fratelli; i 3 fratelli Mastrostefano, Cellario ed io. Si parte alle 6:50 da Agnone, prendendo la strada di Castiglione. Per viottole e sentieri raggiungiamo la vetta alle 8:50. Credo che siamo all'altitudine di m. 1.400. Di lassù si scorge l'Adriatico; a nord ovest si ha la Maiella; ad occidente M. Capraro e il piano di Capracotta; a sud dietro ad altre montagne distinguesi il Matese, e si scorge a sud-est il castello di Campobasso; ad oriente la catena del Pizzuto e M. Mauro. Ridiscendiamo alle 11, e rientriamo in Agnone alle 13.

 

Piano di Capracotta

Agnone, 7 settembre 1901.

Il dottor Piccoli con tre suoi figliuoli, il professore Armanni Luciano, i fratelli Mastrostefano ed Erasmo Micherelli verso le 6 del mattino si avviano in carrozza da Agnone a Capracotta. Arturo Cellario, Salvatore Piccoli ed io li seguiamo in bicicletta. La strada sale fino al Muro Mingone e ai Tre Termini, per ridiscendere un poco fino al Casone degli Staffoli e poi risalire fino a Capracotta. Attraversiamo il bosco Girardi, lasciando a sinistra il castello del marchese Girardi, posto su un'altura. Si distendono intorno a noi estesi pascoli dove migliaia di bovini pascolano, ricchezza di questi bei siti delle montagne abruzzesi. Alla sinistra s'erge il Monte Capraro (m. 1.721). Giungiamo a Capracotta alle 10:40, simpatico villaggetto, posto all'altitudine di circa 1.400 metri. Siamo ricevuti gentilmente in casa del signor Conti. Si fa un po' di riposo e, a piedi, per comodi sentieri, giungiamo alla vetta del Campo di Capracotta alle ore 12:30. Credo che siamo all'altitudine di m. 1.676. Una grande croce sovrasta alla cima. La giornata non ci è molto propizia, pure grandioso è lo spettacolo. Indistinta travediamo la costa dell'Adriatico, fra Ortona e il promontorio Gargano. Ci si assicura che con un tempo sereno si distinguono le vele delle barche, le isole Tremiti e perfino le coste della Dalmazia. Sette province di lassù si dominano: Campobasso, Foggia, Benevento, Terra di Lavoro, Chieti, Aquila e Teramo. Un visibilio di montagne, di valli, di fiumi, di strade, di villaggi scorgesi. Che bellezza, che imponente spettacolo! Alle 13 ridiscendiamo. Siamo in casa del signor Conti fino alle 17, e di poi i 3 ciclisti partono per Carovilli, per proseguire l'indomani il viaggio in bicicletta fino a Napoli.


Manlio Simonetti

 

Fonte: M. Simonetti, Passeggiate ed ascensioni, in «L'Appennino Meridionale», IV:1-2, Napoli, gennaio-aprile 1902.

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