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Non sono la neve e la bufera i soli gravi guai di Capracotta



Capracotta, 23 gennaio.

È arcinoto, è arcisaputo che nell'Alto Molise imperversa da tempo un triste disservizio pubblico automobilistico. Basta venire da queste parti una sola volta, in qualunque stagione dell'anno, per notarlo. Le pubbliche lamentele per questo mai tanto deprecato e giustamente deprecabile disservizio sono tante e tali da essere quasi sempre al centro di animate discussioni nelle Pubbliche Amministrazioni, nelle piazze, nei caffè, nelle famiglie: ovunque e dappertutto. Né esageriamo con queste nostre gravi affermazioni.

Per quanto ci riguarda, sempre che ci siamo mossi da Capracotta, siamo rimasti vittime di questo disservizio. Tanto vittime che spesso, per evitarlo, siamo ricorsi a noleggio di automobili a danno naturalmente del nostro portafogli, senz'altro però a beneficio della nostra salute.

Per Capracotta, poi, il fatto che andiamo denunziando (e che altre volte abbiamo denunziato) è ancora più grave per il semplice motivo che Capracotta è il massimo centro turistico, montano e molisano, e fra i maggiori dell'Italia centro-meridionale. È facile dedurre il grave danno che deriva all'Alto Molise in genere e a Capracotta in particolare dal persistente disservizio pubblico automobilistico.

L'argomento è stato da noi già altre volte trattato. Inutilmente. Comunque questo tasto non è stato toccato soltanto da noi. Lo hanno trattato, pure ripetutamente, Mastronardi da Agnone, ha tuonato per esso Ruggieri da Pescolanciano. Vi sono state proteste di Amministratori Comunali, persino la stampa d'Isernia lo ha trattato e numerosi altri amici corrispondenti da altri paesi.

Nonostante questo, nessuna reazione, nessun segno di buona volontà, nessuna dimostrazione di un pizzico di interessamento vi sono mai stati da chicchessia. Dopo tanto, la nostra conclusione è stata logica e, perché logica, semplice. E precisamente questa: la giustizia purtroppo non ci viene dall'alto; ce la dobbiamo guadagnare noi con studio lento e con lotta organizzata. I molisani non sono ancora capaci di studiare seriamente e di lottare con ordine. Quindi, niente da fare, per il momento, per certe nostre sacrosante rivendicazioni.

Niente da fare con l'Ente Regione, niente da fare con la Provincia d'Isernia, niente da fare con l'Associazione Molisana della Stampa, niente da fare con il Turismo Molisano, niente da fare con la Puglie-Molise-Roma, niente da fare con la vera politica tanto salutare perché tanto educativa ecc. Niente da fare quindi di fronte al disservizio pubblico altomolisano.

Ci eravamo quasi rassegnati non che...

Alcuni giorni fa scrivemmo un articoletto interessante su Capracotta e il turismo d'alta montagna. Iniziammo col denunziare che per noi sono d'ostacolo al progresso di questa graziosa cittadina: la strada Staffoli-Capracotta, troppo stretta (5 metri) e il pubblico disservizio Alto Molisano. È logico che non intendevamo riferirci al disservizio (che non è disservizio) derivante da forza maggiore: nel caso nostro, la neve e la bufera. L'ing. Saliola, finalmente si è mosso e, udite... ha chiesto a noi nientedimento che spiegazioni...

Le spiegazioni ci sembra averle date anche con questo articoletto.


Durante Antonarelli

 

Fonte: D. Antonarelli, Non sono la neve e la bufera i soli gravi guai di Capracotta, in «Momento-Sera», IX:21, Roma, 24 gennaio 1954.

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