• Letteratura Capracottese

Il ritorno di Tata


Ugo Martino, "In processione con la Madonna di Loreto", 2018, tempera e olio su tela.

24 giugno, San Giovanni.

Il lastricato di via Santa Maria di Loreto risplende sotto il primo sole, dalle inferriate verdi la biancheria sventola nell'aria asciutta e fresca dell'estate capracottese.

Tata Giuann' è intento dall'alba a scaldare il latte appena munto nella quiete della cucina al piano terra di casa Di Nucci. Con le dita saggia la temperatura del latte, la consistenza del coagulo. Prende il suo cucchiaio di legno e vi adagia un primo pezzo di cagliata. Aggiunge un po' di acqua bollente, ed ecco che la magia della filatura si ripete incessante.

Lo sguardo serio e penetrante dell'anziano massaro, si posa sul cutturo di rame e dolcemente le sue mani estraggono il miracolo che l'ha accompagnato una vita. Il siero bollente cola tra le dita, lasciando sui palmi l'impasto lucido e liscio della cagliata.

Lo osserva e in un attimo la sua memoria si perde nel rosa dell'alba alla Masseria Don Salvatore, nel verde delle Puglie, nel calore dei falò notturni e nel sapore scialbo di quei pancotti serali che non saziavano la fame, ma la nostalgia, quella sì.

Si perde nell'incedere lento e ostinato dei suoi animali, nella melodia dei loro campanacci, nello sguardo fisso e benevolo della sua Madonna e nei baci dati a quel manto azzurro invocandone la protezione.

Si perde ancor più nel grigio di quella mattina a Campobasso e nello stridìo cupo di un carro merci.

Nelle urla strazianti dei "suoi ragazzi" sotto il patapum patapum di quei cannoni maledetti.

Nel pianto dei suoi bambini «Tata non partire...».

Ma ecco, Tata è tornato e non c'è più tempo per i pensieri: da lontano il vociare festoso dei nipotini annuncia il loro arrivo, la moglie Letta abbandona il suo incessante moto per accogliere i fanciulli con un bacio.

Un attimo dopo le strisce candide e perfette di stracciata sono già tra i loro dentini.

Tata li guarda compiaciuto del suo personalissimo omaggio al santo del suo nome.

Tata è tornato e torna ogni giorno nei nostri gesti, veglia sul nostro andare e tornare.

È in Tata Giovanni il nostro ritorno.


Serena Di Nucci

Fonte: U. Martino e famiglia Di Nucci, Ritorno in Molise, Di Nucci, Agnone 2018.

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