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Storia dell'organo (X)

  • Immagine del redattore: Letteratura Capracottese
    Letteratura Capracottese
  • 1 ago
  • Tempo di lettura: 5 min

Aggiornamento: 12 ago


Morske Orgulje
L'organo marino di Zara.

Siate viandanti...

[Vangelo di Tommaso]


Ciascuno di noi, al di là del Credo e delle Confessioni, ha una personale idea di Dio, ma vi sareste mai avventurati nel pensare ad un Padreterno organista? Ebbene, c'è chi lo ha fatto!

Athanasius Kircher (1601-1680) gesuita, professore di filosofia, matematica e fisica, studioso di lingue orientali, musicista ed inventore ebbe questa idea che espose nel colossale trattato "Musurgia Universalis" (1650) dove paragona tutto il cosmo ad un organo e dove ogni elemento in natura è interconnesso in una sinfonia divina. Nel trattato, che parte dalle origini della musica e si dipana in tutte le speculazioni sulla teoria musicale e sugli effetti della musica sull'animo umano, Kircher descrive Dio, Supremo Organista e Sommo Organaro, che costruisce dalle acque primordiali uno strumento di sei registri, ordinando la materia e il suono. Quindi con sei preludi, uno per ciascun giorno della Creazione, e suonato con l'apposito registro, dà origine a tutto l'universo. Questo trattato analizza inoltre tutti gli strumenti musicali, la diffusione del suono nelle stanze degli edifici e tutti gli stili compositivi, le sequenze musicali rapportate alle parole e ai ritmi e descrive una macchina (arca musorithmica) ad uso delle persone prive di conoscenze musicali che mediante combinazioni matematiche tuttavia consente di comporre inni sacri: un antesignano della musica digitale! Probabilmente, è dal pensiero di Kircher che molti autori hanno derivato il concetto di sacralità dell'organo poiché unico strumento riproducente il suono della Creazione.

Aggiungerei che lo studio della matematica, della fisica e della filosofia era un bagaglio fondamentale per tutti i musicisti del passato: l'analisi dei brani del passato ci consente di osservarne l'andamento melodico ed armonico voluto dal compositore ma anche un linguaggio matematico e spesso visivo legato al simbolismo in essi racchiuso ma anche legato alla fisica dello strumento di destinazione. Per assurdo Leonardo da Vinci (1452-1519) era conosciuto e richiesto ai suoi tempi presso le corti più importanti più come musicista che come inventore e pittore e fu tra i primi compositori ad avvalersi della scrittura musicale su pentagramma. E matematica e fisica, oltre alle scienze umanistiche, un giovanissimo Johann Sebastian Bach (1685-1750) studiò durante la sua permanenza nel collegio di Lüneburg. Lo stesso Galileo Galilei (1564-1642) fu un importantissimo teorico musicale. Scienza ed arte hanno dato origine a musiche eterne: le spalle dei giganti su cui oggi ci innalziamo.

E pare ci fossero anche organi lacustri... Tale notizia deriva dalla scoperta delle famose navi romane affondate nel lago di Nemi. Volute dall'imperatore Caligola (I° sec. d.C.) e recuperate nel XX secolo, si reputa fossero destinate ad un uso prettamente ludico e di intrattenimento per la corte imperiale, palazzi galleggianti dotati di soluzioni ingegneristiche di altissimo livello e materiali decorativi di squisita fattura. Tuttavia da alcuni spunti e tracce si sospetta potessero avere a bordo degli hydraulos, o strumenti a mantice, che, come abbiamo visto già in precedenza, erano molto diffusi nella Roma imperiale. Ma vi sono anche studi e pubblicazioni indicanti le stesse navi quali enormi organi idraulici, appendici della corte di Caligola e inseriti in uno spettacolare teatro naturale quale era ed è il lago. Interessantissima la ricostruzione del probabile sistema di alimentazione e funzionamento di questi mirabili "organi galleggianti". Purtroppo la damnatio memoriæ seguente alla caduta dell'imperatore ne decretò l'abbandono o la distruzione e il conseguente affondamento.

Aria, acqua, fuoco e terra: gli elementi primordiali della natura celebrati dai filosofi greci, ricorrenti anche nelle tavole astrologiche e nei trattati alchemici. L'aria è il soffio vitale onnipresente dell'organo e in passato l'acqua ne era parte del funzionamento. Ma vogliamo parlare del fuoco? Vi accontento subito!

Il pirofono, o organo del fuoco, strumento di grande suggestione e variante ai canoni classici fu ideato dal fisico e musicista alsaziano Frédéric Kastner (1852-1882) e brevettato nel 1874. Consiste in una serie di canne di varia lunghezza, fatte di vetro, in cui la combustione di gas genera una serie di singole fiammelle che, premendo il tasto collegato a ciascuna canna, si frammentano creando così delle vibrazioni generanti il suono. Al rilascio del tasto la relativa fiammella torna ad essere unica e il suono si interrompe. Chi ha avuto modo di ascoltare questo strumento ha parlato di una esperienza stravagante fatta di suoni simili alla voce umana e di una bellezza eterea.

Altri "strumenti" ad effetto prevalentemente teatrale e scenografico, e quindi di scarsissimo interesse musicale, sono costituiti da pochi tubi metallici che, azionando i tasti corrispondenti, fanno sprizzare delle fiammate in stile lanciafiamme mentre il suono viene generato mediante modalità che però nulla hanno a che fare con il fuoco.

Torniamo verso la terra, la pietra... Nelle Luray Caverns (Virginia, USA) sorge il litofono, o grand stalacpipe organ: l'organo delle stalattiti! In questa caverna, scoperta nel 1878, gli studiosi osservarono che percuotendo delle stalattiti in alcune formazioni calcaree precise, venivano emesse delle vere e proprie note musicali. Durante un'escursione con la famiglia, Leland Sprinkle, matematico, ingegnere elettronico e musicista, ebbe l'idea di costruire uno strumento la cui consolle comandasse dei martelletti elettrici atti a colpire, senza recare danno, delle stalattiti accuratamente selezionate e calibrate. Con l'aiuto della Klam Organ Supply, tra il 1956 e il 1959 sorse questo stranissimo strumento che si distende su circa 14.000 metri quadrati nel sistema di grotte della Luray Cavern. L'acustica della caverna gioca un ruolo particolare nella diffusione del suono, simile a campane ovattate, che viene modulato ed amplificato con un effetto sonoro avvolgente e indimanticabile.

Un organo a canne nella pietra viene menzionato dalle cronache italiane come in corso di realizzazione (2023) ad opera della Bottega Organaria Pinchi (Trevi) nella antica cava di Cursi (LE), trasformata in auditorium e laboratorio musicale. Il progetto, chiamato "Petra sonante", consiste in una torre di 35 metri di altezza contenente 234 canne dissimulate nei muri. È un organo "diffuso": interazione simbolica tra la storia della musica e il leggendario lavoro dei Maestri Cavatori che hanno reso possibile tutte le magnifiche strutture architettoniche leccesi.

E quando l'organista è il mare? A Zara (Croazia) una curiosa struttura architettonica, posta sulla banchina nord del centro storico (Nova Riva) e a foggia di scalinata degradante verso il mare, nasconde 35 canne di diversa forma, lunghezza ed inclinazione. L'organo marino (morske orgulje) ha visto la luce nel 2005. Il moto ondoso dell'acqua, spostando l'aria, produce suoni continuamente diversi e modulati secondo sette accordi e cinque tonalità. I terminali delle canne (fatte di materiale sintetico) e la cassa armonica sono posti nei buchi del gradino più alto. Struttura analoga, ma un po' più grande e meno ordinata, sorge dal 1986 nella San Francisco Bay: il wave organ (organo delle onde), mentre a Blackpool (Regno Unito) si può ammirare l'high tide organ (l'organo dell'alta marea). Una torre di 15 metri traduce in musica le maree: in sostanze si attiva mano a mano che si alza il livello del mare fino al momento culminante: circa una o due ore prima che si completi l'alta marea.

E quando il vento stesso vuol diventare "vento organario", ci viene in mente il singing ring tree di Burnley (Regno Unito), sui monti del Lancashire. Un sistema di canne in acciaio zincato, alto tre metri, saldate in orizzontale dalle più corte in basso alle più lunghe in alto e disposte a spirale sul piano trasversale. Costruito nel 2006 traduce in musica le raffiche di vento che in questi monti raggiungono anche velocità di 170 km/h. A Seattle (USA) il sound garden traduce in musica il moto ventoso con delle canne montate su dodici torri di acciaio e sfruttando il principio del flauto di Pan. Opera del 1982, si può definire il capostipite di tutti i sound gardens attualmente esistenti.

Appuntamento per altre curiosità stravaganti e divertenti, ma nel frattempo... pensate a cosa succederebbe con un Monteforte Sound Tree, installato accanto al parco eolico di Capracotta, specialmente durante le nostre proverbiali bufere invernali!


Cala il vento nella valle,

la campana suona ancora,

mentre il sole se ne va...

[Schola Cantorum, 1975]


Francesco Di Nardo



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