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Il valore della memoria

Immagine del redattore: Letteratura Capracottese
Letteratura Capracottese
3 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Via S. Maria di Loreto (foto: A. Mendozzi).
Via S. Maria di Loreto (foto: A. Mendozzi).

Da qualche anno non mi succedeva che dopo l'8 settembre restassi a Capracotta fino alla commemorazione dei defunti.

È successo grazie alle continue belle giornate che ogni volta mi hanno dato l'occasione di passeggiare ed ammirare le varie abitazioni di Capracotta. Mi sono così soffermato davanti a quasi tutte - parlo di decine e decine di case.

Il segno di un abbandono dovuto non solo ai tanti proprietari deceduti ma anche al fatto che prima di cinquant'anni or sono cominciò quel fenomeno chiamato "spopolamento". Tale fenomeno ha dilaniato nel tempo il mio paese e tutte le aree interne illudendo gli abitanti che un lavoro nelle grandi città sarebbe stato sicuro, ben retribuito e la vita migliore per la famiglia.

Questo parziale benessere nascondeva però altri mali come lo stress, l'inquinamento, l'abitare in agglomerati urbani enormi ecc. Chi era invece rimasto in paese aveva guadagnato tutto in salute. Mentre facevo questa riflessione, alla mia memoria chiedo di fare uno sforzo affinché mi aiutasse a ricordare i vari proprietari di quelle decine di case ormai chiuse.

Passo anche davanti allo storico Bar Taccone del caro defunto Ermando e ricordo quando, con altri amici, decidemmo di dare quel nome al suo bar. Cammino a fatica per corso S. Antonio e guardo per l'ennesima volta quelle case una volta appartenute ai nobili, ai signori di Capracotta e ricordo come la gente veniva ad ossequiare quelle famiglie. Adesso non ci sono più, ma se ci fossero ancora, mettiamo il caso, succederebbe il fenomeno inverso, dato che le classi sociali si sono ribaltate.

Alla sera, Capracotta è illuminata solo dai lampioni e da poche finestre, a dimostrazione che 3-4mila persone sono andate ad abitare in un'altra città, quale il nostro cimitero, che è sempre più affollato.

Il 2 novembre è il giorno della memoria, perché il passato dei nostri defunti si racchiude tutto un questa ricorrenza. Si tratta di un giorno da non dimenticare mai; ci fa ricordare tutte quelle persone che nella vita hanno camminato prima di noi per queste strade e stradine, bussato ad altre porte chiedendo aiuto oppure solo un motivo per parlare come amici, insomma coloro che ci hanno accompagnato in giro per il paese.

Grazie alla memoria del ricordo, un popolo si fa forte e diventa anche ben radicato. In questo caso posso ben dire che noi di Capracotta abbiamo una nostra storia, una vita, un passato ed avremo un futuro e tutto grazie alla memoria. Non sempre succede che ci ricordiamo del nostro passato ed allora il 2 novembre, giornata dedicata ai defunti, riflettiamo anche sulle nostre radici.

La memoria diventa così una vera speranza per arrivare dove c'è l'amore dei nostri avi, delle nostre famiglie e l'amore di chi ci ha creato.


Pasquale Mosca

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