• Letteratura Capracottese

Vieni a Fuorigrotta

L'anonimo quartiere Fuorigrotta di Napoli.

Una volta volevi

solo mille lire

ed oggi vuoi partire;

ma dove vai di preciso

tu che sei di Treviso?

Te ne vai a Capracotta?

Se tu cerchi l'iniquità

la parata di mediocrità

lo scolo della civiltà

vieni a Fuorigrotta.


E la figlia

brucia dalla voglia

e la mamma

le toglie la foglia

ed ancheggia

piuttosto tracagnotta

occasione ghiotta (?);

tutto questo bailamme

di buche senza strade

di scavi con le guade

binari senza tram

vetrine poco glam.

Dov'è questa roba qua?

Solo a Fuorigrotta.

Il politico t'offre la pagnotta

il seguace scuce una piotta

sotto il naso della poliziotta

che saluta la donnola bigotta.

Dove trovi questa gente qua

di straccioni vestiti da pascià

di cretini bevuti sul sofà

e cretine con il cincillà?

Tutta a Fuorigrotta.

La partita contro complotta

e riempie lo stadio

di masse in assedio

incitanti

giusto da un'oretta

l'attaccante

che non dà la botta;

e lui in casa rinchiuso

la faccia crollata

caduta a pera cotta

come Pellico recluso

ma meno patriota

inebetito aspetta

che si tolga dai maroni

la marmaglia di beoni

buoni solo a pelar la gatta

e gli lasci la strada

tutta libera e vuota

per la ghiotta serata

un poco galeotta

ed invece c'è coda

giù fino alla grotta,

e lo chiama incazzata

la povera Carlotta.

Dov'è questa melma qua?

Proprio a Fuorigrotta.

Il suono della mattina,

driiin! Scendo presto

per arrivare prima

alla serra degli stronzi

ondeggianti come bonzi

nella saletta dell'Asl,

perché oltre cinquanta

il medico non canta

e chi pianta pretesto

è fuori dal contesto

e scoppia una manfrina

che ognun deve ballar

se esente vuole andar.

Io sì mi rompo il pacco

proprio mi si sfarina

ma da qui non mi stacco,

debbo risanare un guaio

che no, non ho creato

e invece mi riguarda

in questo immondezzaio.

Ma dal muro di lato

una tipa mi guarda

con l'occhio rapito

mi arpiona maliarda

ed a maglia uncina.

Poi al braccio agganciata

la scintilla è scoccata

e la frittata è fatta

in quel di Fuorigrotta.

Quest'incrocio più cieco

del mio stesso intestino

quando svolto e ci sbuco

dalla fine del Pendino.

Sulla strada che sale

e cresce su dal viale

tutto mi può capitare,

perfino il vecchio pazzo

che fila come un razzo.

Io con molta prudenza

per la scarsa visione

comincio a spuntare;

se scende l'affluenza

m'infilo piano piano

e con circospezione,

ché un altro maiale

risalendo da Agnano

mi può scaraventare

detto fatto nel pino.

Basterebbe un semaforo

a sbrogliare il casino

un rimedio mammifero

per dire al cittadino

di averci la coscienza.

Si è avvertito il Comune

del pericolo immane

ma non ha provveduto;

neppure un vigilino

a dettare precedenza

e lo stesso Prefetto

ne sa pure di meno

e l'incrocio fa schifo

da togliere il fiato.

Dopo mesi di protesta

e giare di veleno

al quadrivio fottuto

non hanno mandato

nemmeno una marmotta.

E sicuro il difetto

causerà la botta

qui a Fuorigrotta.

E la moglie

beve tè di foglie

il maritino

brulica di voglie

ed accoglie

un'ucrainotta

vivace e poliglotta

nella sua villetta

dietro via Arlotta

a bere una coppetta

della sciampagnotta

e morde la caciotta

della ragazzotta

da noi a Fuorigrotta.

Son tornate le cicale

sulla via Terracina

polacche e nigeriane,

son circa una dozzina.

Macchinando le incontri

allo spiazzo di benzina,

fanno anche gli sconti

a chi in auto s'avvicina.

È una vista carnale

brada come la Pampa,

vacche d'esportazione

esperte nella samba.

Ah ma che confusione

che problema bestiale!

Ed a chi la racconti

che sei uno neutrale

e che se rallenti

lo fai per una pompa

ma solo di benzina?

Nel cuore della notte

c'è così tanta vita

che non ci pare vero

che sia attecchita

accanto al Cimitero

pieno di ossa rotte.

È un gran capogiro

il fisico sballotta

inizi a stare male

ma non ti disperare,

puoi sempre peggiorare

se entri all'Ospedale

San Paolo che ti adotta

in zona Fuorigrotta.

Mamme con la spesa

pensilina del bus

fissano la palina

con grugni da blues.

Nonni coi cateteri

non si reggono più

sorretti da ex veneri

venute dall'ex Urss.

I raga coi berretti

le raga con l'Ipod

si smicciano furbetti

sognan di fare upload.

Una buona mezzora

è bella che passata

il bus non affiora

la gente esasperata.

In fondo si fa viva

la cosa lampeggiante,

alla curva arriva

ma è ancora distante.

Un tipo alto sbotta

ma dove cacchio eri?

però è la camionetta

rossa dei pompieri.

Ormai è leggenda,

l'amico Pippotto

stava alla fermata

ancora giovanotto

doveva arrivare

a piazzale Tecchio

a furia d'aspettare

c'è arrivato vecchio.

Corriamo all'impazzata

sulla terra che smotta

molle come ricotta

quaggiù a Fuorigrotta.

Scarafaggi grossi

come anacardi

escono dai fossi

alla sera tardi

nel caldo termale

c'inseguono testardi

da piazza San Vitale

a via Leopardi.

La strada del poeta

mette tanta pena

molto fioca e cheta

la luce sulla scena;

steso sul portone

dell'Immacolata

dorme un anacoreta

la faccia congelata.

Dentro la stazione

di Campi Fle­grei

altri nei cartoni

a terra come Achei.

Molte curve cieche

ritorta si disegna

dopo le paninoteche

tutta via Campegna,

marciapiede stretto

proprio inesistente

il pedone poveretto

rischia l'accidente.

Il vecchio Sferisterio

vicino alla grotta

sarà un battistero

oppure una gargotta?

Domanda Fuorigrotta.

La musica d'estate

percuote le vetrate

famiglie risvegliate

da feste scellerate

e quante clacsonate

rotonde ingorgate

frullano la calotta,

in giro poi mappate

di auto scoperchiate

di targhe rovesciate

di imposte oscurate

e case grattugiate.

Ed è tutto caducità

dentro Fuorigrotta.

Perfino viale Augusto

preteso boulevard

solo meno angusto

ma squallido bazar.

Goffe casalinghe

con laceri foulard

si sentono bislunghe

come le fiamminghe

tele di Rembrandt.

Fasulli cavalieri

lenti scure da sole

grevi faccendieri

sputan nelle aiole

ed aprono concorso

per girar sul dorso

la bella tabaccaia;

vorrebbero cosarla

e giurano di farlo

ma non esiste merlo

per quella civaia.

Sfrecciano motorini

da fianco a fianco

un padre di bambini

è diventato bianco

quando una Fandango

gli sfiora i piccolini.

Ci sentiamo inermi

anche sul selciato

noi restiamo fermi

e loro a perdifiato

a tutto gas e armi

nelle giubbe da ras.

I cordoli divelti

coi tondini all'aria

stupidi risvolti

di rabbia proletaria

e poi altri cascami

di triste fatiscenza

a stento riassorbiti

dai poveri stilemi

di Italia mondiale

passato coloniale

Mostra d'Oltremare;

ma giri il Piazzale

e sfumano quei miti

e per non sbagliare

ritornano i patemi

della marcescenza.

Cambia l'aria, gira la girotta

piove forte ed il fango fiotta

l'acqua nera tutto infagotta

e la luce elettrica interrotta.

Dove trovi questa varietà

di intuizioni senza verità

di guasconi mezzi baccalà

di gibigiane tutte voluttà?

Vieni, vieni, vieni, vieni,

vieni, vieni, vieni, vieni,

vieni a Fuorigrotta.

Giuseppe Nutini

Fonte: http://www.larecherche.it/, 17 dicembre 2012.

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