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La cappella di Santa Lucia del Vinalar


La cappella di S. Lucia del Vinalar a Santiago del Estero.

Un caso di profonda devozione sta nell'edificazione della cappella di Santa Lucia del Vinalar. Il quartiere del Vinalar era popolato da un nucleo di coloni italiani e spagnoli che aravano e seminavano la terra, e che serenamente raccoglievano i frutti della terra. Un luogo inospitale era stato trasformato in un giardino. Erano una meraviglia per gli occhi quelle campagne colme di frutti, quei campi di verdure tenere e succose, e di ortaggi, e quei terrazzamenti di melica ed i vigneti senza fine, tra fichi, palme e melograni.

Al Vinalar viveva Angelo Santilli. Un giorno, nell'accendere il forno a legna, Angelo perse la vista. Subito invocò la protezione di santa Lucia, alla quale promise di innalzare con il proprio sacrificio una cappella se gli avesse ridonato la vista. Difatti agli inizi del secolo è stata inaugurata, con amici e parenti, la vecchia piccola cappella del Vinalar, a somiglianza di quella di Antilo, costruita su ordine di Francisco Gomez, il quale vestiva con calzoni da gaucho, ushutas e capelli intrecciati, pur essendo un uomo ricco e figlio del suo tempo. Tuttavia lo sforzo di Angelo fu superiore in nobiltà. Egli non solo regalò il suo terreno, ma fabbricò i mattoni e costruì fisicamente la cappella.

Aveva recuperato la vista e, per questo, aveva mantenuto la sua promessa.

Io l'ho conosciuto Angelo. Era piccolo, magro e di una semplicità dolce e benevola. Ricordo che aveva una barbetta alla Francesco Giuseppe ad orlargli l'ovale e, quando veniva in città a trovare gli amici, montava un cavallo bianco, dalle cui bisacce ripiene tirava fuori, per la gioia del palato dei bambini, le primizie di frutta più varia, che i piccoli attendevano con trepidazione. Un giorno Angelo morì e, come per magia, per quel giardino che era il Vinalar iniziò la decadenza. La cappella di Santa Lucia del Vinalar diventò pubblica nel 1932 ma, a partire dal 1947, se ne costruì un'altra nelle vicinanze.

E così, dopo 4 secoli, fu eretta in Santiago del Estero una nuova cappella sotto l'invocazione di santa Lucia, giacché, stando ad alcuni documenti, al momento della fondazione della nostra città vi era una cappella, retta dai gesuiti, sotto quel nome, per cui nel 1777 la chiesa della Compagnia di Gesù viene definita «vice-parrocchia della città di Santiago col nome di Santa Lucia».

Questa Santa, che pregando presso la tomba di sant'Agata, ottenne la guarigione di sua madre, fu una delle giovani martiri cristiane che, sotto l'infelice periodo dell'impero di Diocleziano, preferirono morire piuttosto che abiurare la loro fede.

I festeggiamenti di santa Lucia si celebrano il 13 dicembre. Quell'oratorio familiare si è oggi trasformato in un affollato luogo di pellegrinaggio. Dal 1943 i fedeli, concentrandosi tra la Chiesa della Madonna della Mercede e piazza Belgrano, si dirigono a piedi di buon'ora fino alla cappella del Vinalar, dove assistono alla Messa, alla funzione solenne e alla processione serale.

In questo modo, dopo quattro secoli, a Santiago del Estero è stata ripristinata una devozione, quella per santa Lucia.


Orestes Di Lullo

(trad. di Francesco Mendozzi)

Fonte: O. Di Lullo, Templos y fiestas religioso-populares en Santiago del Estero, Santiago del Estero 1960.

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