• Letteratura Capracottese

Capracotta nella letteratura del 2020



Passano gli anni, scorrono i secoli e Capracotta continua a comparire sui libri di narrativa, vuoi per validi motivi, vuoi per pura contingenza, vuoi per via di quel nome buffo ed evocativo. Da quel lontano 1474, quando Flavio Biondo per la prima volta citò Capracotta in un'opera letteraria - la sua "Italia illustrata" - ne sono passate di lune e di stagioni, ma anche in quest'anno triste e infame Capracotta ha registrato tre menzioni nella letteratura italiana che conta.

Il primo libro è "Kalipè. Il cammino della semplicità", pubblicato il 16 gennaio 2020 da Massimiliano Ossini, classe 1978, celebre volto Rai nonché bravissimo conduttore di "Linea Bianca", diventata un cult tra i programmi tv sulla montagna italiana. Ossini nel 2019 aveva registrato a Capracotta una meravigliosa puntata della sua trasmissione in cui, con garbo ed intelligenza, aveva illustrato le specificità di Capracotta. Uno dei momenti più commoventi era stato l'intervento di Vittorio Giuliano (1934-2019), la cui esperienza ai tempi dell'occupazione nazista di Capracotta aveva stretto il cuore ad ogni capracottese e a tutti gli spettatori d'Italia. In quell'occasione Massimiliano Ossini nel nostro paese aveva persino presentato il suo primo libro "Kalipè. Lo spirito della montagna" ed era rimasto davvero impressionato dalla gente d'Appennino e da quella storia di guerra e miseria. Quando il 10 maggio 2019 il prof. Giuliano, come un fulmine a ciel sereno, venne a mancare, la notizia arrivò alle orecchie di Ossini, che nel secondo episodio di "Kalipè" volle ricordare la testimonianza di Vittorio Giuliano all'interno del capitolo su "La sfida delle nuove povertà".

Il secondo libro del 2020 che menziona Capracotta è "Miss Rosselli", pubblicato il 6 febbraio per Neri Pozza da Renzo Paris, scrittore, saggista, poeta, traduttore e insegnante nato a Celano nel 1944. Paris ha lavorato su molti intellettuali che ha conosciuto da vicino, come Pier Paolo Pasolini, Ignazio Silone e Alberto Moravia, ma quest'anno ha deciso di approfondire il processo creativo della più grande poetessa del Novecento italiano, Amelia Rosselli (1930-1996), a cui ho già dedicato un paio di articoli (qui e qui) che indagavano il suo soggiorno capracottese nell'estate '65. Nel capitolo "Non vivo nel passato" troviamo infatti Renzo Paris che, al tavolino d'un bar di piazza Argentina a Roma, conversa con la Rosselli anche dell'esperienza molisana, «dove era andata a villeggiare tutta sola, tra vecchie che la spiavano dietro le finestre».

L'ultimo libro, in ordine cronologico, a citare Capracotta è "Il libro dei giorni migliori", pubblicato il 16 luglio 2020 da Mattia Feltri, classe 1969, figlio del noto Vittorio nonché direttore di HuffPost Italia. In questo caso Capracotta viene utilizzata, come spesso accade, per indicare una provincia remota, lontana dagli echi delle metropoli italiane. In realtà l'articolo che menziona Capracotta, "Il paese dei balocchi", era comparso su "La Stampa" di Torino il 20 giugno 2019 e lì Feltri aveva tentato di descrivere la consolidata abitudine delle governance pubbliche italiane di evitare la scelta impopolare per non indispettire la platea, il pubblico, l'elettorato. Va anche detto che il giornalista bergamasco non è nuovo alle menzioni di Capracotta. L'aveva già fatto nell'articolo "Il bazar della rabbia", pubblicato nel 2013 sempre su "La Stampa", al tempo in cui i grillini non erano ancora diventati una travolgente forza parlamentare: in quel frangente Mattia Feltri era stato colpito da un manifestante che sventolava il cartello del Movimento Uomini Casalinghi in piazza San Giovanni a Roma: si trattava del nostro Antonio D'Andrea.



Vi sono state perlomeno altre tre menzioni capracottesi in questo 2020 ma si tratta di opere minori, tutte pubblicate nella sola versione ebook. La prima sta ne "L'Italia vuota", un agile saggio di Marco Riccardi, nel quale vengono specificatamente trattati temi di spopolamento e desertificazione socio-economica. Alla nostra cittadina Riccardi dedica un capitolo intero, in cui ne racconta il passato e il presente, e da cui emerge chiara una domanda definitiva: perché la gente lascia oggi Capracotta?

La quinta citazione sta nel romanzo di «istorie napolitane» firmato da Riccardo Tupone, "Magnificus Liborius", nel quale si racconta una storia vera, quella che vide protagonista una comunità di contadini ai confini dell'Abruzzo allorché, nella metà del XVIII secolo, si ribellò ai soprusi d'un nobile usuraio. All'interno del libro compare un passaggio sulla famiglia Mosca, originaria di Capracotta.

L'ultima menzione capracottese del 2020 è talmente minore che finanche Capracotta stessa viene citata per sbaglio. Mi riferisco a "Ti presento Francesca" di Loretta Candelaresi. Il romanzo prende le mosse da un incontro di ex compagni di classe, di quelli che tutti abbiamo fatto e di cui tutti ci sentiamo in colpa. Nel mezzo del libro, intenta a raccontare gli anni di scuola, in particolare una gita al tempo delle scuole medie, l'autrice scrive che «il paesino dove hanno soggiornato è Capracotta, sì proprio quello dove si producono le campane». Se un agnonese leggesse questo romanzetto gli si rizzerebbero, a ragione, i capelli.

Ciò nonostante si può affermare in tutta sicurezza che la cosiddetta Letteratura Capracottese gode di ottima salute!


Francesco Mendozzi

Bibliografia di riferimento:

  • F. Biondo, Italia illustrata, De Lignamine, Roma 1474;

  • L. Candelaresi, Ti presento Francesca, Tektime, Montefranco 2020;

  • M. Feltri, Il libro dei giorni migliori. Ritratto di un Paese ad altezza d'uomo, Marsilio, Venezia 2020;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016;

  • M. Ossini, Kalipè. Lo spirito della montagna, Rai Libri, Roma 2019;

  • M. Ossini, Kalipè. Il cammino della semplicità, Rai Libri, Roma 2020;

  • R. Paris, Miss Rosselli, Neri Pozza, Vicenza 2020;

  • M. Riccardi, L'Italia vuota, Ali Ribelli, Gaeta 2020;

  • F. Sforza, Lo tsunami, La Stampa, Torino 2013;

  • R. Tupone, Magnificus Liborius. Istorie napolitane, Youcanprint, Lecce 2020.