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Caratteristiche dell'originaria Torre angioina di Capracotta


Elaborazione grafica della Torre nel tessuto odierno di Capracotta.

Il monumento a cui i capracottesi di oggi sono più legati, paradossalmente, è un monumento inesistente, ossia la vecchia Torre dell'orologio, arbitrariamente ristrutturata nel 1952 ed infine abbattuta nell'agosto 1970. Le vicende che hanno portato alla demolizione di quell'antico edificio e che ci procurano rabbia e contrizione, le ho provate a raccontare in un precedente articolo. Oggi vorrei invece parlare brevemente di alcune caratteristiche architettoniche di quella torre, aiutandomi con le poche testimonianze fotografiche disponibili.

Innanzitutto partiamo dall'epoca di costruzione, che l'autorevole arch. Franco Valente fa risalire all'epoca angioina (1282-1442) per la struttura a forma circolare, per l'altezza del tronco e, soprattutto, per la base a scarpa, il che rimanda a sua volta ad un'opera con scopo difensivo. La scarpa, infatti, portava molteplici vantaggi per la difesa del centro abitato: rafforzava le fondamenta, teneva il più distante possibile dal perimetro murario gli strumenti d'assedio nemici e migliorava sensibilmente le possibilità di tiro contro il nemico stesso.

Qualcosa però non torna e mi riferisco, ad esempio, al tetto della Torre.

Nella maggior parte delle torri angioine che ho potuto vedere, infatti, il tetto appare piano, per dar modo alle guardie di camminarci sopra e poter meglio sorvegliare l'area di pertinenza. Nel caso capracottese, invece, la Torre dell'orologio presentava un tetto spiovente a una falda, inclinato a nord-est, come risulta chiaro dalle fotografie scattate nel 1944 subito dopo la distruzione del paese, in cui si vede il retro della Torre.


Particolare del tetto a una falda della Torre (foto: E. Trotta).

La Torraccia (così la chiamavano, con sdegno, i capracottesi di ieri) potrebbe allora rappresentare un casus rarus nel novero delle costruzioni angioine, una sorta di esperimento architettonico per una torre difensiva d'alta montagna, per la quale risultava controproducente un tetto piano, il quale, con gli accumuli di neve, sarebbe facilmente crollato.

Elaborazione grafica.

Un'altra caratteristica singolare della nostra vecchia Torre sta nella presenza stessa dell'orologio, quasi mai previsto sulle torri circolari di epoca angioina. È chiaro che la sua installazione è posteriore all'epoca di costruzione dell'edificio, visto che l'orologio meccanico si diffonderà soltanto nel '600, un periodo che coincide con l'espansione di Capracotta al di fuori dei confini della Terra Vecchia, quando vi erano soltanto campi da arare, prati e qualche abituro di campagna. Nel XVII secolo la comunità capracottese raggiunse infatti un livello di floridezza tale da edificare la piazza Mercato, il Colle delle Grazie e il corso S. Antonio, cosicché l'orientamento a meridione dell'orologio fa supporre che fosse utile soprattutto ai nuovi possidenti capracottesi, piuttosto che a quelli rimasti all'interno del borgo antico.


Francesco Mendozzi

 

Bibliografia di riferimento:

  • L. Campanelli, Il territorio di Capracotta. Note, memorie, spigolature, Tip. Antoniana, Ferentino 1931;

  • V. Cazzato e S. Politano, Topografia di Puglia. Atlante dei "monumenti" trigonometrici: chiese, castelli, torri, fari, architetture rurali, Congedo, Galatina 2001;

  • F. Mendozzi, Guida alla letteratura capracottese, vol. I, Youcanprint, Tricase 2016.

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