• Letteratura Capracottese

Cooked Goat


Panorama estivo di Capracotta.

Capracotta è il più alto villaggio permanentemente abitato degli Appennini, a circa 4.263 piedi d'altezza, situato a nord-est di Napoli e circondato dalle enormi catene montuose delle Mainarde a sud-ovest, della Maiella a nord e del Matese a sud. Si trova ai piedi di una piccola montagna a se stante, il Monte Campo, dall'alto del quale si possono vedere entrambi i mari: il Tirreno e l'Adriatico. Ciò ha spinto i Tedeschi ad occupare il villaggio quando gli Alleati sbarcarono in Italia da meridione durante la Seconda guerra mondiale. Sopravvivono tuttora delle rovine conservate in quello stato, per ricordare agli abitanti quel tempo funesto.

Capracotta (che in inglese significa Cooked Goat) è il paese natale di mio padre e dei suoi genitori, immigrati in America nei primi del '900. I popoli di lingua osca conosciuti come Sanniti erano i nostri antenati nell'Appennino centro-meridionale, prima e durante il dominio di Roma. Alle persone che vivevano in montagna non piacevano le grandi città, e ancor meno piaceva il controllo che Roma esercitava su di loro, conquistando la loro terra. E così furono spesso in guerra con Roma per due secoli, prima di perdere la cosiddetta guerra sociale del 91-87 a.C. Le vestigia dell'antica città di Saepinum possono essere ancora visitate.

Durante il rigido inverno, con la neve che raggiunge a volte l'altezza di 16 piedi, vivono 1.000 anime a Capracotta; in estate, la popolazione sale a oltre 5.000. Anche se molti capracottesi se ne sono andati per lavoro a Roma, a Napoli, a Milano, tornano ogni estate per godersi il bel paesaggio montano, l'aria fresca e non inquinata, e ritrovare i parenti rimasti. Per molti anni, sebbene Capracotta fosse un isolato villaggio, era ed è ancora noto in tutta Italia per una festa speciale che si tiene lì la prima domenica di agosto: la Pezzata. La festa è una commemorazione della grande tradizione montanara della transumanza, lo spostamento annuale delle mandrie di bovini, ovini e caprini fino alle pianure della Puglia in inverno, che tornavano in primavera. Vi sono ancora grosse sezioni di tratturo, le ampie strade per le greggi che serpeggiavano attraverso i monti fino alle vaste pianure del sud.

A typical drovers' trail is over one hundred yards wide, and in the days before good roads it must have served as the main artery of communication. The most celebrated is the one that runs from the territory of the Pentri past Bovianum, Saepinum, Beneventum, Aequum Tuticum and Gerunium to Apulia; it is the subject of the famous inscription from Saepinum of Marcus Aurelius' reign.

Negli ultimi anni Capracotta è diventata una specie di resort sia d'estate che d'inverno, con la pratica dello sci di fondo e dello sci alpino, e un nuovo hotel a 4 stelle, spesso sede di conferenze e incontri. Lo abbiamo visitato due volte, nel 1991 e nel 1996. La maggior parte dei residenti non parla inglese, cosicché io e mio marito abbiamo preso lezioni di italiano per tre anni in preparazione della nostra prima visita. Durante quella visita abbiamo conosciuto il villaggio e incontrato i miei parenti, le famiglie Di Bucci e Di Lullo. Purtroppo non sono riuscita a trovare nessun componente Di Nucci che abbia identificato la parentela con me. Tuttavia, in paese sono quasi tutti parenti: l'ho appurato dopo aver esaminato i registri di nascite e matrimoni del XIX secolo.


Barbara Di Nucci e il marito Chris Hendrickson con i parenti della famiglia Pegnàta.

Abbiamo creato forti legami con questi cugini, e tornai di nuovo nel 1996, quando rimasi per una settimana a casa di mia cugina Margherita Di Lullo, durante i giorni della Pezzata. Eravamo stupiti di vedere, già alle 6 del mattino di quella domenica, la lunga fila di macchine che giungevano in paese.

L'Italia le province di residenza sono parte del codice alfanumerico presente sulle targhe delle auto, e così abbiamo potuto capire da dove venissero questi turisti. Abbiamo visto molte macchine provenienti dal nord, da Milano, dozzine da Roma e da Napoli.

Nell'ottobre del 1960 sono emigrata dall'Ohio alla California settentrionale. Ho subito amato il paesaggio fatto di asciutte colline dorate, eucalipti grigio-verdi e ulivi, il cielo enorme, intensamente blu in quell'aria secca. Così diverso dall'umida verdezza dell'Ohio centrale. Quando ho visitato Capracotta, sono rimasta sorpresa di vedere l'identico tipo di paesaggio. Non mi ero resa conto che un "luogo" potesse essere nel mio dna.


Barbara Di Nucci

(trad. di Francesco Mendozzi)

Bibliografia di riferimento:

  • E. T. Salmon, Samnium and the Samnites, Cambridge University Press, Cambridge 1967.

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