top of page

La famiglia Campanelli di Capracotta


Lo stemma dei Campanelli sulla facciata della Chiesa di S. Vincenzo.

L'idea di tracciare una genealogia della famiglia Campanelli, previo censimento di tutti i soggetti con tale cognome presenti in Capracotta nel periodo compreso tra la prima metà del '700 e la fine del secolo successivo, e ricondurli ai rispettivi nuclei familiari, è nata dalla lettura di un articolo di Francesco Mendozzi, pubblicato sul sito Letteratura Capracottese, nel quale era inserito un albero genealogico tratto dal libro di Giambattista Campanelli "Cenno biografico della famiglia Campanelli di Capracotta". Un rapido esame della genealogia delineata dall'autore, tuttavia, denunciava alcuni macroscopici errori. La necessità di correggere queste discordanze unita al desiderio di ricostruire in maniera completa la genealogia di una famiglia alla quale appartengono diversi miei antenati, mi hanno indotto a realizzare questo breve studio. Pertanto al termine del lavoro di ricostruzione dei diversi nuclei familiari, illustrerò gli errori riscontrati nella ricostruzione fatta dall'autore del "Cenno biografico".

La consultazione di fonti archivistiche della metà del 1700, ha permesso di individuare i quattro nuclei principali nei quali era suddivisa la famiglia Campanelli in quel periodo storico. L'indagine sui libri di stato civile del comune di Capracotta (1809-1899) ha consentito, poi, di rintracciare tutti i discendenti di questa famiglia e ricondurli ai suddetti nuclei, i cui capostipiti risultano essere:

  1. Giuseppe e Anna Petilli di Isernia, nucleo n. 1;

  2. Angelo (o Aniello) e Chiara Pettinicchio (1ª moglie), Leonarda de Iuliis (2ª moglie), nucleo n. 2;

  3. Giosafatte e Palma Trazza, nucleo n. 3;

  4. Savino e Francesca Tartaglia, nucleo n.4;

Tutti costoro risultano essere già deceduti nel 1743, epoca della redazione del catasto onciario.

 

Nucleo n. 1

Questo nucleo abitava in contrada San Rocco, in una casa di dodici membri, ed era composto dai fratelli Alessandro, capofamiglia, celibe di anni 38, Angela nubile di anni 42 e Cosmo celibe di anni 33. Nel libro dei fuochi è indicato il nome di un'altra sorella di nome Claudia, nata attorno al 1706, ma assente nei censimenti successivi. Il padre, Giuseppe, era medico e probabilmente possedeva sufficienti beni di fortuna in quanto i suoi figli non lavoravano, pur essendo soggetti alla tassa di industria, che veniva pagata da tutti i cittadini con eccezione dei nobili, di chi viveva civilmente, dei professionisti, nonché degli ultrasessuagenari e degli invalidi al lavoro. Con loro vivevano i figli di un'altra loro sorella, Giovanna, deceduta, moglie di Francesco de Iuliis, anche lui deceduto. I tre nipoti, tutti minorenni, erano: Nunzio (12 anni), Felice (11 anni) e Pasquale (8 anni).

Giuseppe Campanelli, padre dei predetti, aveva due fratelli: d. Sebastiano (n. 1678 circa) sacerdote, e Domenico Diego, emigrato attorno al 1705 in Minervino, dove terminò i suoi giorni.

Questo ramo ebbe solo discendenti per via femminile per cui si estinse nella famiglia de Iuliis.

 

Nucleo n. 2

Anche questa famiglia abitava in contrada San Rocco, in una comoda abitazione costituita da ben 15 vani, che fu di proprietà di Angelo Campanelli, capostipite, ed attualmente intestata a Maria di Tella, per eredità dal defunto marito Carmine Campanelli, nonché a Nunzia Campanelli, sorella consanguinea di Carmine e cognata di Maria. Sulla casa erano ipotecate le favolose doti di Chiara Pettinicchio (300 ducati), di Leonarda de Iuliis (addirittura 800 ducati) e di Maria di Tella (350 ducati). Angelo Campanelli ebbe dunque due mogli: Chiara Pettinicchio e Leonarda de Iuliis. Dal primo matrimonio ebbe tre figlie: Cecilia (n. 1675 circa) coniugata con Rubino di Lorenzo, Odorata (n. 1677 circa) coniugata con Marco di Buccio, Nunzia (n. 1680 circa) coniugata con Mattia Venditto. Dal secondo matrimonio con Leonarda de Iuliis nacquero invece: d. Giuseppe, arciprete di Capracotta (n. 1693 circa), e Carmine (+ 1729).

Questo nucleo familiare, nel 1743, era composto da Nunzia Campanelli di anni 63 e suo marito Mattia Venditto di anni 59, i quali non avevano figli e vivevano insieme ai nipoti, orfani di Carmine e Maria di Tella: Domitilla di anni 16, Agostino di anni 13 e Carmina Antonia di anni 11. Con la famiglia viveva anche Anna Maria d'Antonelli, originaria di Borrello, donna di servizio.

Da questo ramo, attraverso Agostino, si generò la successiva discendenza. Egli era uno dei grandi locati della Dogana, e sposò Sinforosa Camelonti, dalla quale nacquero: d. Vincenzo Maria (Capracotta 1757-1834) arciprete; Giuseppe (Capracotta 1770-1837) medico, marito di Maria Giuseppa Falconi; Maria Giuseppa (Capracotta 1767-1836) moglie di Martire Falconi (ebbero undici figli tra cui i famosi mons. Giandomenico, e Stanislao avvocato generale presso la Corte di Cassazione, in seguito nominato Pari del Regno).

Giuseppe e Maria Giuseppa ebbero ben dieci figli:

  1. Michelangelo (Capracotta 1799-1878) marito di Maria Bambina Falconi;

  2. Antonietta (Capracotta 1800-1825) moglie di Francesco Bonanotte: non ebbero figli;

  3. Giacinta (Capracotta 1801-1846) nubile;

  4. Pasquale (Capracotta 1804-1837) proprietario, marito di Angela Maria Conti (di Domenico e Maria Antonia Castiglione) ebbero una sola figlia, Chiarina Antonietta, nata nel 1836, che sposò Bernardo Giacinto Flocco, di Atessa, proprietario (figlio di Camillo e Carolina Falcucci, entrambi proprietari) e si trasferì col marito nel comune della provincia di Chieti;

  5. d. Agostino (Capracotta 1805-1871) canonico;

  6. Carmela (Capracotta 1806-1889);

  7. Giovan Battista Benedetto (Capracotta 1809-1888) probabilmente celibe in quanto nello stato civile di Capracotta non è registrato il matrimonio e non sono censiti figli;

  8. d. Enrico (Capracotta 1811-1891) canonico;

  9. Maria Grazia Teresa (Capracotta 1812-1870) civile, moglie di Berardino Conti medico: ebbero discendenza (Giulio Conti, loro figlio, sposò Giovannina Battista Gaetana, figlia di Pietro dei baroni d'Alena di Vicennepiane);

  10. Giacomo Maria (Capracotta 1815-?): eccezion fatta per la nascita, non è stato possibile rinvenirlo in nessuno dei libri dello stato civile di Capracotta.

La discendenza di questa famiglia fu assicurata da Michelangelo e Maria Bambina Falconi. Essi ebbero sette figli:

  1. Maria Giuseppa (n. Capracotta 1849) sposò Dante Stiatti di Siena, pretore;

  2. Vincenzo Maria Alessandro (Capracotta 1851-1874), celibe;

  3. Rosa (n. Capracotta 1852) sposò Ruggero Falconi (con discendenza);

  4. Luigi Francesco (n. Capracotta 1854) avvocato, sposò Maria Adele Cardarelli di Civitanova del Sannio, dalla quale ebbe: Enrico (n. Capracotta 1889) e Michelangelo (n. Capracotta 1890);

  5. Maria Giacinta (n. Capracotta 1856) sposò Ottaviano Conti;

  6. Maria Felicia (Capracotta 1858-1886) sposò Gaetano Calvani, controllore;

  7. Alessandro Alfonso Maria (n. Capracotta 1861) ingegnere sposò Lucia Conti (di Pasquale e Anna Chiara Conti) dalla quale ebbe Maria Bambina (n. Capracotta 1893) e Vincenzo Agostino (n. Capracotta 1895).

Questi primi due nuclei abitavano entrambi in contrada San Rocco e godevano di un'indiscussa agiatezza, come dimostrano la consistenza della casa di abitazione, le professioni esercitate, le parentele contratte, l'uso negli atti di stato civile del trattamento di Don e Donna. Inoltre l'ubicazione dell'abitazione, la parentela contratta con la medesima famiglia de Iuliis, nonché l'appartenenza ad una medesima classe sociale, lascia propendere per una comune origine dei due nuclei familiari (probabilmente Giuseppe e Angelo Campanelli erano fratelli).

Agostino ed i suoi figli Giuseppe e Vincenzo, furono tra i maggiori locati (proprietari di greggi) della Dogana di Foggia. Agostino, infatti, nel periodo compreso tra il 1780 ed il 1800, possedeva circa 8.400 capi di bestiame ovino. Possedevano, inoltre, in qualità di censuari, diverse estensioni di terreno in Puglia.

 

Nucleo n. 3

In contrada delle Ionche, in una casa di 5 vani, abitava il nucleo familiare composto da Crescenzio Campanelli, pastore, di anni 35, sua moglie Nunzia Rosa di anni 41 e dall'unico loro figlio Felice Antonio di anni 6. Crescenzio aveva un fratello più piccolo di nome Mattia, presente nei censimenti del 1732 e del 1741, ma non in quello del 1743. I libri dello stato civile non restituiscono nominativi riconducibili ad eventuali discendenti di questo ramo che, pertanto, deve considerarsi estinto, oppure emigrato da Capracotta.

 

Nucleo n. 4

Savino, figlio di Benedetto e Rosa di Maio, era massaro alla custodia delle pecore e sposò nel 1684 Francesca Tartaglia; ebbero sette figli, due dei quali, Giuseppe e Costanza, moglie di Nicola di Nuccio, emigrarono rispettivamente a Castellaneta ed a Sant'Angelo del Pesco. Savino contrasse un secondo matrimonio con Elisabetta Bonavolta, dalla quale non ebbe figli. Gli altri cinque suoi figli erano: Palma, Giovanni, Nunzio, Angelo e Rosa.

Palma (n. 1692 circa) sposò Angelo Giuliano.

Rosa (n. 1702 circa) sposò Sapenzio Angelaccio.

Gli altri tre fratelli, Giovanni, Nunzio ed Angelo, abitavano tutti, con le loro rispettive famiglie, nella casa che fu del padre Savino, un'abitazione di 10 vani sita in contrada San Giovanni. Di seguito, la composizione dei singoli nuclei familiari.

  1. Giovanni, massaro alla custodia delle pecore, di anni 51, sposò nel 1717 Maria Antonia Pizzella, dalla quale ebbe tre figli: Liborio di anni 11, Felice Antonio (deceduto ante 1741), Gregorio Antonio di anni 7;

  2. Nunzio, mastro falegname, di anni 48, sposò nel 1720 Eufrasina Caporiccio, dalla quale ebbe nove figli: Francesca di anni 20, promessa sposa a Pasco di Ianno, Donata di anni 18, Rosaria di anni 17, Sabina di anni 12, Carmina Antonia di anni 7, Agostino Antonio di anni 4, Sabino di anni 1, Francesco (deceduto ante 1741), Saverio (deceduto ante 1741);

  3. Angelo, massaro al governo delle pecore, di anni 45, sposò nel 1737 Antonia di Rienzo, dalla quale ebbe: Teresa (deceduta ante 1741), Anna Lucia di anni 13.

Nei libri dello stato civile di Capracotta (1809-1889) non sono stati rinvenuti soggetti riconducibili a questo quarto nucleo. Tutte le persone con il cognome Campanelli censite nei registri di nascita, matrimonio e morte, sono riconducibili ad un unico nucleo familiare, e cioè a quello di Angelo Campanelli (nucleo n. 2), con la sola eccezione del canonico don Luigi (Capracotta 1781-1845) e dei suoi genitori, Gaetano e Vincenza Mosca, che non è stato possibile collegare con i predetti nuclei familiari.

Dopo aver terminato il lavoro di ricostruzione dei singoli nuclei familiari, è ora possibile esaminare criticamente l'albero genealogico redatto da Giambattista Campanelli, e pubblicato nel suo "Cenno biografico della famiglia Campanelli di Capracotta".



La prima discordanza rilevata grazie agli atti consultati, riguarda l'inesatta indicazione di Giuseppe Nicola e Maria Petilli (o Pittillo) come "stipiti" comuni di tutti i Campanelli capracottesi, mentre essi dettero orgine solo ad un ramo che in breve tempo si estinse.

In secondo luogo Agostino non era figlio di Cosmo (che apparteneva al nucleo n. 1) bensì di Carmine, a sua volta figlio di Angelo.

La terza inesattezza riguarda Carmina Campanelli che secondo l'autore del libro sarebbe la figlia di Agostino, mentre in realtà era la sorella. Carmina, tra l'altro, portava lo stesso nome del padre in quanto costui (Carmine Campanelli) morì poco prima della sua nascita.

Risultano invece esattamente indicati tre dei figli di Agostino: Maria Giuseppa (moglie di Martire Falconi e la loro discendenza), l'arciprete don Vincenzo Maria, e Giuseppe.

Esatti risultano anche i nomi dei dieci figli di quest'ultimo, con la sola eccezione di Gaetano che è risultato chiamarsi Giacomo Maria.

Altrettanto dicasi per i figli di Michelangelo Campanelli, con esclusione della sola Clotilde che non ho trovato censita nei registri di stato civile.

Quindi in conclusione l'errore più grave di Giambattista Campanelli è stato quello di innestare l'ascendenza della sua famiglia su un ramo (quello di Giuseppe definito "stipite") che non gli apparteneva, errore determinato sicuramente dalla difficoltà di rinvenire documenti di un'epoca piuttosto remota.

Non è comunque da escludere una parentela stretta tra i due rami e cioè tra quello di Giuseppe Nicola e di Angelo che potrebbero verosimilmente essere entrambi figli di tale Cola Antonio Campanelli, che alcuni documenti della Dogana di Foggia indicano come vivente a Capracotta nel 1639.


Alfonso Di Sanza d'Alena

 

Komentarze


bottom of page