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Il Giardino di Flora appenninica



Il Giardino si estende alle pendici del Monte Campo, a circa 1.500 metri di altitudine su una superficie di circa 10 ettari, ed è situato in posizione dominante la valle del Sangro, con un'ampia vista diretta sulle Mainarde, sulla Maiella e su tutto il Molise.

Il Giardino della Flora appenninica offre la possibilità di osservare, in un luogo facilmente accessibile, esempi tipici della vegetazione dell'Appennino.

Anticamente il luogo era occupato da una abetina coltivata, successivamente tagliata per la costruzione della Chiesa Madre del paese; il prato rimasto fu adibito a pascolo e la crescita rigogliosa di piante nitrofile (Heracleum pyrenaicum, Chaerophyllum aureum, Urtica dioica) è legata probabilmente alla presenza del bestiame.

Tranne alcuni terrazzamenti, effettuati con muri a secco, e i sentieri, l'ambiente è quello originario lasciato allo stato naturale ed inserito nel paesaggio rupestre e sassoso delle pendici di Monte Campo, che fa da splendido sfondo.

Il Giardino è sorto circa trent'anni fa come centro sperimentale di coltivazione di piante medicinali e abbandonato per molti anni; attualmente, la collaborazione con l'Università del Molise, stipulata mediante convenzione, assicura alla struttura l'indispensabile supporto scientifico.

Le nuove attività intraprese hanno come scopi principali la didattica, lo sviluppo dell'ecoturismo e la protezione sia dell'ambiente che delle specie minacciate da estinzione. Oggi, nel Giardino, crescono spontaneamente circa 400 specie distribuite in vari ambienti, i quali possono essere distinti in:

  1. prati aridi e rocciosi;

  2. prati nitrofili;

  3. zone umide;

  4. rocce e rupi;

  5. cespuglieti;

  6. faggeta.

Il periodo in cui è possibile ammirare la maggior parte delle meravigliose fioriture che abbelliscono gli angoli del Giardino va da giugno a luglio, ma anche in tutti gli altri mesi è possibile godere degli aspetti variopinti della vita delle piante: le foglie giallo-dorate del faggio insieme alle bacche ed ai frutti rossi e neri di tanti arbusti si ammirano nei mesi autunnali, i muschi e i licheni insieme ai disegni variegati delle cortecce in inverno, mentre in primavera si può cogliere l'apertura delle prime gemme e lo spuntare dei crochi tra la neve. Ogni stagione ha il suo fascino e per questo si invita a visitare il Giardino più volte durante l'anno.

Ogni specie è stata segnalata con un cartellino dove, oltre al nome della famiglia, è indicato il genere (primo nome maiuscolo), a cui segue un secondo nome minuscolo (la specie) ed in alcuni casi anche quello della sottospecie. L'abbreviazione con il punto indica il nome del botanico che per primo ha descritto la specie.

È riportata inoltre la distribuzione nelle regioni d'Italia; le specie sono presenti solo in poche regioni dell'Appennino.

 

Flora

La vegetazione arborea spontanea è rappresentata dalle specie della faggeta: Fagus sylvatica, Acer pseudoplatanus, Sorbus aucuparia, che si rinvengono sparsi o raggruppati in piccoli nuclei.

Inoltre, sono presenti esemplari di agrifoglio (Ilex aquifolium) abbastanza diffusi e noti per il fogliame lucido sempreverde e le bacche rosse, oltre al tasso (Taxus baccata) che, molto frequente sul Monte Campo, è stato reintrodotto nel Giardino, in quanto si presume che esso fosse originariamente presente nel luogo e poi eliminato con il taglio.

Nel sottobosco della faggeta sono presenti molte specie a fioritura precoce, quali l'Anemone apennina, la Corydalis cava, la Viola reichenbachiana, la Galanthus nivalis, l'Allium ursinum. Per le felci, sono da rilevare il Polystichum setiferum e per gli arbusti la Daphne laureola e la Daphne mezereum; da notare la Daphne laureola sempreverde, che occupa le posizioni più riparate e calde.

Le specie che occupano la fascia di mantello circostante la faggeta sono rappresentate da arbusti e piccoli alberi molto frequenti e sparsi dovunque nel Giardino; essi sono: il Rhamnus alpinus, la Lonicera alpigena, il Sambucus nigra, il Viburnum lantana, l'Euonymus latifolius.

Questi arbusti sono da ammirare per i frutti che maturano in autunno, con colori brillanti che vanno dal nero al rosso vivo.

I prati rocciosi risentono dell'aridità estiva e le più belle fioriture si presentano da giugno a luglio. Tra le specie più vistose sono: la Centaurea ambigua, il Dianthus carthusianorum, il Leucanthemum tenuifolium e la Campanula glomerata, oltre alle piante medicinali, quali la Digitalis ferruginea, la Gentiana lutea, l'Atropa belladonna, l'Achillea millefolium e l'Hypericum perforatum.

I prati nitrofili si riconoscono per la crescita rigogliosa di piante alte e vigorose, quali l'Heracleum pyrenaicum, dalle ampie ombrelle verdastre e le cui foglie emanano un odore caratteristico. Nelle zone umide, realizzate con tre pozze dalle diverse caratteristiche e che fanno parte di una falda sorgiva presente all'interno del Giardino e da cui attinge l'acquedotto di Capracotta, le specie dalle fioriture più vistose sono l'Epilobium angustifolium e l'Epilobium hirsutum, i salici, i giunchi, oltre ad alcune orchidee e ad altre specie introdotte appositamente perché ritenute interessanti; tra queste ricordiamo il Chrysosplenium alternifolium, rarissima in tutto l'Appennino e da considerare specie minacciata di estinzione e meritevole di misure di protezione, come la rarissima Epipaclis palustris, orchidea presente nel Molise solo in tre piccolissimi popolamenti seriamente minacciati.

Un'attrattiva particolare del Giardino è rappresentata da alcuni grandi massi rocciosi caratterizzati da piante rupestri, quali la Daphne oleoides, dalle bacche arancioni, sassifraghe, felci e piante succulente (Sedum rupestre, Sedum album, Sedum dasyphyllum), tutte piante che insediano le loro radici nelle fessure della roccia.

 

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