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Capracotta e la nuova Italia


Come appariva Capracotta nei primi anni del '900 (foto: G. Paglione).

Capracotta, comune del Molise, provincia, e distretto di Campobasso, circondario di Isernia, mandamento di Capracotta, collegio elettorale di Agnone, diocesi di Trivento, parrocchia unica dedicata a S. Maria Assunta; popolazione (cens. 1901) 4302 abitanti.

Giace nel versante Adriatico, in montagna, diramazione dell'Appennino Centrale, a 34 km. da Isernia. L'abitato è a 1.420 m. sul livello del mare. L'agro comunale varia da un'altezza minima di 890 m. ad una massima di 1.721. Le case, che si trovano a nord-ovest, s'innalzano a picco su rupi inaccessibili, sotto le quali si stende in forte declivio l'ala destra della valle del Sangro, le cui acque a 2 km. serpeggiano in fondo in linea retta. Il torrente Verrino, uno dei rami che formano poi il Trigno, sgorga a 1.500 m. a sud del paese. Il clima è assai fresco all'estate, rigido all'inverno. La caduta della pioggia e della neve di cui si hanno veri turbini viene favorita dalla prossimità di tanti gruppi montani e specialmente da quelli selvosi del Campo e Montecapraro.

In mezzo a burroni scavati dal torrente Molinaro zampilla una sorgente d'acqua solfurea e vicino a questa alcuni fili di acqua ferruginosa e piombina. Allo sciogliersi delle nevi si formano delle bellissime cascate, fra cui notevole quella che si precipita fra le balze della Difesa. Meritevole di speciale attenzione a mezz'ora dall'abitato è la vetta del monte Campo che offre agli sguardi un orizzonte vastissimo e un panorama stupendo a nord-est, la distesa dell'Adriatico dalle spiagge del Teramano fino a quelle del Barese, a nord-ovest, tutta la catena di monti che va dal nucleo della Maiella alle Mainarde, poi a sud-ovest, le montagne fra Isernia e Venafro con la valle del Volturno e tutto il nucleo del Matese, e a sud-est, le diramazioni appenniniche del Beneventano e le alture della Basilicata e ad est, il Gargano che digrada nel piano pugliese.

Si vedono avanzi di mura ciclopiche sulla spianata in vetta al monte Vallesorda o Cavallerizza. Alle falde del monte S. Nicola si rinvennero parecchi oggetti antichissimi, stoviglie, monete, strumenti e una pregiatissima tavoletta in bronzo con una doppia iscrizione in lingua osca.

Il comune è fornito di ottima acqua potabile che gli viene trasmessa per conduttura metallica, ed avrà fra breve un osservatorio meteorologico.

Il territorio ha una superficie di circa 4.700 ettari, dei quali 3.500 coltivati a cereali, legumi, patate, foraggi; 800 boschivi, 400 incolti, a pascolo, che alimentano numeroso bestiame. Si esportano legumi, latticini, lane. S'è incominciato a introdurvi ed esercitare con metodi razionali l'apicoltura e vi si ricava in copia miele squisito. Prodotti agricoli prelibati e rari sono le ciliege di agosto e di settembre, i piselli freschi in settembre ed ottobre. V'è un molino a gas, cui è annesso un piccolo lanificio e una piccola segheria a macchina. La sola industria locale è quella della fabbricazione dei basti per animali da soma.

Una strada rotabile comunale lunga 13 km. mena alla stazione ferroviaria di Carovilli, una delle più vicine, sulla linea Isernia-Sulmona; un'altra strada lunga 11 km. conduce alla nazionale lungo il Sangro a Pescopennataro. Per la stazione di Carovilli vi è servizio di vettura.

Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Vastogirardi e S. Pietro Avellana, ma non vi sono strade rotabili di comunicazione, né servizio normale di trasporto. Vi sono Pretura e Ufficio Registro.

La popolazione vive dell'industria, della custodia del bestiame e del lavoro di trasporto e commercio dei prodotti dei boschi. Tre quarti della popolazione maschile nel novembre emigrano temporaneamente per le Puglie in cerca di lavoro.

Vi sono scuole elementari comunali, il corso completo per la maschile, il corso inferiore per la femminile, un Asilo infantile retto da Suore, un Ginnasio privato coi 3 corsi inferiori, un Circolo d'Unione con piccola Biblioteca, una Società di tiro a segno, una Società di mutuo soccorso fra pastori, artigiani, operai, domestici, una congregazione di carità.


Giovanni Battista Magrini

Fonte: G. B. Magrini et al., La nuova Italia. Dizionario amministrativo, statistico, industriale, commerciale dei comuni del Regno e dei principali paesi d'Italia oltre confine e colonie, illustrati nei ricordi storici e nelle bellezze naturali ed artistiche, vol. I, Vallardi, Milano 1908.

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